Avete mai pensato a come vengono dati i nomi alle stelle o alle costellazioni? Quasi sicuramente parecchie di loro prendono origine dall’astronomia antica: arabi, babilonesi e anche greci naturalmente. Sarebbe interessante conoscere qualche nozione in più. Ho trovato una risposta in un archivio in cui poter inserire domande e curiosità, dove rispondono direttamente astronomi e fisici su varie argomenti in materia. Tra queste anche un’altra domanda che può rivelarsi interessante: Qual è la stella più grande?
Questa costellazione è collegata a quella del Toro perchè la stella Al Nath è in comune ad entrambe. Un'altra stella importante è Capella, che in latino significa "piccola capra". Infatti l'Auriga tiene sulle sue spalle questo animale.
I Greci identificavano questo cocchiere con due personaggi mitologici: Erittonio e Mirtilo. Erittonio figlio di Madre Terra fu allevato dalla dea Atena nel suo santuario. Successivamente cresciuto, ereditò il trono di Atene. Mirtilo figlio dell'amazzone Mirte e del dio Ermes, era il cocchiere del re Enomao. Questi non voleva dare in sposa sua figlia Ippodamia, poichè l'oracolo gli aveva predetto che sarebbe stato ucciso dal genero. Così chiunque chiedesse la mano di sua figlia veniva sfidato dal re ad una gara di bighe. Solo il pretendente vittorioso avrebbe potuto sposarla. Ma il re Enoma aveva cavalli velocissimi e usava mandare sua figlia con l'auriga del pretendente, sia per appesantire il carro ma anche affinchè Ippodamia distraesse il cocchiere. Per cui tutti i pretendenti, sconfitti, venivano uccisi. Pelope però escogitò un piano per vincere: si mise d'accordo con Mirtilo, segretamente innamorato di Ippodamia, per sabotare la biga del re. Durante la gara infatti la biga regale si ruppe e il re morì. Successivamente Mirtilo cercò di fuggire con Ippodamia, ma Pelope a questo punto gettò Mirtilo dall'alto di un promotorio facendolo precipitare in mare. L'auriga morendo scagliò una maledizione contro Pelope e il suo casato che da quel momento fu segnato da varie tragedie.
Rieccomi qua! Mi sono concessa un po’ di vacanza… avevo bisogno di staccare la spina…e poi c’è la tesi che incombe su di me…
Comunque… in una delle mie serate di puro relax, mi sono concessa una visione notturna affascinante: sono riuscita a vedere la via lattea! Quasi non ricordavo come fosse…da Roma è impossibile vederla…ma fuori dalla città e da tutte le luci, ho potuto ammirare l’effetto di miliardi e minuscoli puntini tra le stelle del cielo, il “ nastro lucente”.
L’origine mitologica della via lattea si dice risalga all’allattamento di Ercole, che con tanto vigore si attaccò al grembo di Era. Un getto di latte uscì e volò in cielo dal suo seno. Parte del latte cadde anche sulla Terra, dando vita ai gigli.
Nella costellazione del Toro è presente un altro gruppo di stelle, più precisamente sul suo muso e a forma di V: le Iadi, che significa “portatrici di pioggia”. Difatti queste erano di cattivo auspicio per agricoltori e navigatori perché anticamente la stagione delle piogge iniziava con la loro prima apparizione nel cielo e terminava con la loro scomparsa.
Ovidio raccontava di sette sorelle che piangevano, affrante dal dolore per la morte del fratello Iante, affogato in un pozzo. Le lacrime delle Iadi, per questo motivo, scendono sulla terra sotto forma di pioggia stellata.
Ma alcuni in Grecia narravano di sette ninfe, che accudirono Dioniso. Zeus lo portò appena nato in una grotta, soprattutto per nasconderlo dalle grinfie di Era, dato che il bimbo era frutto dell’ennesimo tradimento di suo marito.
Dopo aver narrato del Toro, non si può che soffermarsi sulle Pleiadi, la coroncina di stelle proprio sulla schiena dell’animale( giusta l’intuizione di Alcor).
Queste stelle erano notevolmente importanti per i navigatori dell’antichità, che attendevano la loro apparizione nel cielo primaverile, il 10 maggio, per salpare dopo l’inverno; e rientravano definitivamente nei porti con la loro scomparsa autunnale, l’11 novembre, periodo che per i Celti segnava l’incontro dei vivi con i propri antenati.
I Greci narravano che, prima di divenire stelle, le Pleiadi erano state 7 sorelle, figlie di Atlante e di Pleione. I loro nomi sono: Merope, Alcione, Taigete, Celeno, Asterope, Elettra e Maia. 
Quasi tutte si unirono a divinità generando dei ed eroi. Per esempio, Ermes sarebbe nato dall’unione di Zeus e Maia; dall'amore tra Zeus ed Elettra nacque Dardano, il capostipite della dinastia di Troia. Solo Merope sposò il mortale Sisifo.
Anche se le conosciamo come 7 stelle-sorelle, in realtà questo gruppo è molto numeroso. Con l’aiuto di un binocolo è possibile vederne almeno altre 2. Si associano spesso ad Atlante e Pleione, genitori delle ragazze, così da riunire tutta la famiglia.
Mentre, una notte, se n'annava a spasso,
più lungo della gamba e cascò giù
co' la casa vortata sottinsu.
un Rospo je strillo: " Scema che sei!
Queste sò scappatelle
che costeno la pelle..."
" Lo so " rispose lei.
" Ma, prima de morì, vedo le stelle "
Trilussa
Ormai sono arrivata lontano in questo lungo viaggio tra le stelle (se pensiamo a quanto sono distanti da noi!)…
o meglio, seguendo l’eclittica delle 12 costellazioni zodiacali sono quasi al punto di partenza!
Sono molte le costellazioni di cui ho raccontato…un po’ di nostalgia comincio ad averla se penso che non ne mancano molte…
Comunque oggi ho voglia di fare qualcosa di diverso... così ho voluto aprire il post con una citazione di Trilussa… tanti sono affascinati dal cielo notturno…nemmeno una tartaruga rinuncia al fascino delle stelle!
D’altronde godersi lo splendido spettacolo di una mappa del cielo permette di prenderci una pausa dalla frenetica quotidianità, ci trasmette tranquillità, fascino, stupore, riflessione(l’ideale è lontano dal caos e dalle luci della città)…o forse ci permette solamente di esprimere un desiderio…
Cigno, Aquila e Lira costituiscono il cosiddetto Triangolo Estivo, un vero e proprio triangolo rettangolo i cui vertici sono segnati dalle tre stelle più luminose di ciascuna costellazione (Deneb, Altair e Vega), stelle facilmente riconoscibile perché molto luminose. Il Cigno, questa bellissima costellazione emblema del volo libero, è attraversato dalla Via Lattea e ciò, oltre a costituire una caratteristica che aiuta a distinguerla, gli conferisce uno sfondo incredibilmente affascinante, costellato da una moltitudine di puntini luminosi. 
Nelle metamorfosi di Ovidio viene narrato il racconto di Leda e il cigno Zeus, per i Romani Giove. Su suggerimento di Marina83 c’è da aggiungere che dopo il loro incontro, Leda deporrà due uova, dal primo nasceranno i Gemelli Castore e Polluce, dall’altro due personaggi femminili dell’Iliade, Elena e Clitemnestra. Successivamente, Leonardo si ispirerà a questo mito, raffigurandolo in uno dei suoi dipinti più noti, purtroppo andato perso.