Ho già parlato del cacciatore celeste in un altro post, riguardo la vicenda dello scorpione.
Questa grande costellazione è visibile nel nostro emisfero solo nel periodo autunnale e invernale ed è facilmente riconoscibile per la sua “cintura” di 3 stelle allineate diagonalmente.

Orione era appunto un bellissimo e possente cacciatore, figlio del dio del mare Poseidone e di Euriale, figlia di Minosse.
Uno dei molti miti sulla sua storia racconta che il giovane si innamorò di Merope, figlia del re Enopione che gli aveva chiesto di liberare la città di Chio dalle belve. Durante una festa in questa città, Orione, ebbro di vino, abusò della fanciulla. Il re allora, per punire il gesto sacrilego del cacciatore, lo fece accecare. Disperato, il giovane si recò da Efesto che gli diede un bimbo come guida affinché lo accompagnasse ai confini del mondo, regno notturno di Elio, il sole. Questi fu talmente colpito dalla bellezza di Orione che lo guarì e volle passare con lui l’intera notte.
La costellazione dello scorpione è caratterizzata da un arco
stellato che ricorda molto la coda di questo animale.
Il riferimento alla sua vicenda mitica è strettamente vincolato al mito di Orione, il grande cacciatore celeste.
Si narra che Apollo, dio del sole e della musica, invidioso della bellezza e popolarità di Orione, si recò dalla Madre Terra narrandole di come questo si vantasse di poter uccidere qualsiasi animale o creatura. Questa, sdegnata, gli scagliò contro un velenoso scorpione.
Il cacciatore si difese prima con le frecce, poi con la spada; ma quando si accorse che l’animale era invulnerabile e che l’unica via di salvezza rimaneva la fuga, si tuffò in mare nuotando verso Delo, sperando nella protezione della sua amante Eos, l’Aurora.
Apollo, a questo punto, chiamò sua sorella Artemide e le disse che un certo Candaone (soprannome di Orione) aveva tentato di sedurre una delle sue sacerdotesse. Le indicò il punto dove questo si trovava e la sfidò a colpirlo con una delle sue frecce.
Artemide scoccò la freccia colpendo il capo del cacciatore, e ignara di chi egli fosse veramente e dell’ingan
no del fratello, raggiunse la sua vittima a nuoto. Quando si sincerò di quello che aveva appena fatto, pianse pregando affinché il giovane fosse riportato in vita.
Purtroppo Asclepio, il guaritore venne colto da una folgore di Zeus proprio nel momento in cui udì le preghiere della dea. Così ad Artemide non rimase altro da fare che porre tra le stelle l’immagine di Orione, eternamente inseguito dallo scorpione.
Infatti le due costellazioni eterne nemiche sono poste l’una di fronte l’altra.