La costellazione, vicina a quella dello scorpione, raffigura un uomo che tiene tra le mani un serpente, Ofiuco per l’appunto significa “colui che tiene il serpente”. Ma chi è questo personaggio? Le ipotesi sono molte:
secondo l’opinione prevalente nell’antichità si tratterebbe di Carnabone, re dei Geti che viveva nella Tracia . Igino lo identifica invece con Ercole, mentre alcuni astronomi lo indicano come Asclepio, per i romani Esculapio, celebrato negli inni omerici come “risanatore dei morbi”.
Il mito da cui è originata la costellazione narra che Asclepio, un giorno, stava riflettendo su come resuscitare Glauco, figlio di Minosse, annegato in una giara colma di miele mentre stava inseguendo un topo(:-P); quando improvvisamente un serpente tentò di attaccarlo. Egli lo strinse tra le mani uccidendolo. Poco dopo sopraggiunse un altro serpentello con in bocca un erba che pose sulla testa del serpente appena morto, facendolo tornare in vita. Poi i due rettili fuggirono lasciando lì l’erba miracolosa. Così Asclepio la utilizzò subito per far risuscitare Glauco.