Esplorando il planetario

le costellazioni e i loro miti

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Blogger: erisabry
Sono una studentessa di scienze della comunicazione della Sapienza e l'idea di questo blog nasce da un mia visita, qualche anno fa, al Planetario di Roma. Grazie al progetto Blog.lab del prof. Epifani che si propone di insegnare a "costruire" e gestire un blog con tutte le sue dinamiche, ho potuto inoltrarmi in questo mondo nuovo e iniziare a conoscerlo, sperando che ne venga fuori un buon lavoro.

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venerdì, 20 luglio 2007

PLEIADI

Dopo aver narrato del Toro, non si può che soffermarsi sulle Pleiadi, la coroncina di stelle proprio sulla schiena dell’animale( giusta l’intuizione di Alcor).

 

Queste stelle erano notevolmente importanti per i navigatori dell’antichità, che attendevano la loro apparizione nel cielo primaverile, il 10 maggio, per salpare dopo l’inverno; e rientravano definitivamente nei porti con la loro scomparsa autunnale, l’11 novembre, periodo che per i Celti segnava l’incontro dei vivi con i propri antenati.

I Greci  narravano che, prima di divenire stelle, le Pleiadi erano state 7 sorelle, figlie di Atlante e di Pleione.  I loro nomi sono: Merope, Alcione, Taigete, Celeno, Asterope, Elettra e Maia. pleiadi

Quasi tutte si unirono a divinità generando dei ed eroi. Per esempio, Ermes sarebbe nato dall’unione di Zeus e Maia; dall'amore tra  Zeus ed Elettra nacque Dardano, il capostipite della dinastia di Troia. Solo Merope sposò il mortale Sisifo.

 

Anche se le conosciamo come 7 stelle-sorelle, in realtà questo gruppo è molto numeroso. Con l’aiuto di un binocolo è possibile vederne almeno altre 2. Si associano spesso ad Atlante e Pleione, genitori delle ragazze, così da riunire tutta la famiglia.

postato da: erisabry alle ore 18:58 | link | commenti (8)
categorie: grecia, storia, stelle, costellazioni, antichitĂ , mito, toro, zeus, ermes, pleiadi
martedì, 17 luglio 2007

TORO

toroL’immagine della costellazione del Toro è incompleta dato che raffigura solamente la parte anteriore dell’animale (come Pegaso). Alcuni astronomi pensano che la parte posteriore sia stata destinata alla costellazione dell’Ariete.

Anticamente le stelle del Toro furono venerate già nell’antico Egitto poiché Osiride, il dio-toro del regno dei  morti era identificato con questa costellazione.

Nel mito greco compaiono due storie che riguardano il lussurioso Zeus. Quella di Io, che il padre degli dei mutò in giovenca così da nascondere ad Era la causa del tradimento.

E quella di Europa, la figlia del re fenicio Agenore, che secondo Igino, venne avvicinata da Zeus in sembianze di Toro e la trasportò sulla sua groppa fino a Creta dove poi la sedusse.

Il dio del vino Dioniso era spesso identificato con il simbolo del toro, infatti durante la sue sfarzose feste un toro veniva addobbato con fiori e accompagnato da fanciulle danzanti.
postato da: erisabry alle ore 19:47 | link | commenti (5)
categorie: grecia, miti, pegaso, zodiaco, dioniso, toro, zeus, costellazione
mercoledì, 20 giugno 2007

PEGASO

pegaso3

E’ una costellazione (tra le mie preferite) piuttosto grande, posta sopra i Pesci e riconoscibile dal caratteristico quadrato, o meglio trapezio che ne identifica parte del corpo, dato che questo animale fantastico è rappresentato solamente nella sua parte anteriore e a “testa” in giù, cioè capovolto rispetto alle costellazioni vicine.

Secondo la leggenda, Pegaso nacque dall’unione tra Poseidone e Medusa, più precisamente balzò fuori dal collo della madre. Poi volò fino al monte Elicona, dove con un colpo di zoccolo fece sgorgare la cosiddetta Sorgente delle Muse, luogo in cui  queste dee andavano a dissetarsi trovando lì la loro ispirazione poetica e musicale. Per questo Pegaso era considerato l’emblema dell’immaginazione creativa, del furore poetico.

 pegaso1

Un giorno Pegaso venne catturato dal giovane Bellerofonte a cui era stato ordinato di uccidere la Chimera. Per riuscire nell’impresa, il ragazzo cavalcò il cavallo alato e la colpì, ferendola a morte.

Soddisfatto volò sul monte Olimpo, ma Zeus lo punì per aver osato raggiungere un luogo sacro e interdetto ai mortali. Bellerofonte allora venne scaraventato giù, finendo in un roveto. Ormai zoppo e moribondo vagò in solitudine fino alla morte.

In quanto a Pegaso, Zeus se ne servì per trasportare le sue folgori. Infine lo trasferì tra le stelle celesti.

postato da: erisabry alle ore 12:26 | link | commenti (1)
categorie: grecia, pegaso, mito, costellazione
lunedì, 11 giugno 2007

ACQUARIO

Questa costellazione è rappresentata dalla figura di un uomo che tiene con il braccio un’anfora dalla quale sgorga dell’acqua.

E’ affascinante tutta questa fantasia da un raggruppamento così strano di stelle! acquario

Nell’antica Grecia, c’era chi lo identificava con Cecrope, il primo re di Atene che visse prima della scoperta del vino, quando si usava l’acqua per i sacrifici agli dei. Questo spiegherebbe il perché venga raffigurato nell’atto di versare dell’acqua.

Secondo l’opinione astromitologica prevalente, potrebbe essere Ganimede, giovane e bellissimo coppiere degli dei. Di talmente rara bellezza che anche il divino Zeus perse la testa per lui. Si tramutò così in Aquila per rapirlo e tenerlo con sé. Poi lo immortalò tra le costellazioni, a poca distanza dall’Aquila, sacra al padre degli dei.

postato da: erisabry alle ore 19:48 | link | commenti (2)
categorie: grecia, miti, storia, costellazione
mercoledì, 16 maggio 2007

ERCOLE

La  costellazione dedicata ad Ercole, a poca distanza da Boote, è abbastanza grande.
Non poteva mancare nel cielo un riferimento all'importanza di questo eroe mitico e delle sue dodici famose fatiche!
Ovviamente Ercole era figlio di Zeus...ovviamente non di primo letto...
perciò la moglie del padre degli dei,Era, fece in modo che il "frutto" del tradimento del marito dovesse penare per essere accolto tra gli dei dell'Olimpo.
Le stelle di questa costellazione  sembra disegnino la figura di un uomo inginocchiato...
Il mito secondo Eschiloercole2 narra che durante la sua decima fatica, l'eroe rubò i buoi al gigante Gerione, che abitava nell'isola Erizia, ai confini dell'allora mondo occidentale(le colonne d'Ercole appunto!)
Di Ritorno dall'isola però venne assalito da alcuni indigeni che volevano impossessarsi della mandria.Ercole cominciò a combattere finchè rimase senza frecce. Ferito e stanco, si inginocchiò pregando Zeus.Il dio, impietosito,fece apparire
un mucchio di pietre accanto all'eroe che riprese il combattimento e scacciò i nemici.
Alla fine Zeus immortalò nel cielo il momento di preghiera del figlio in ricordo di quell'episodio.

postato da: erisabry alle ore 18:47 | link | commenti
categorie: grecia, miti, ercole, costellazione