non ho più tempo per scrivere il mio blog....comunque, il mio primo post dell'anno voglio che sia spiritoso...approfitto del fatto che stasera ho visto Fiorello in Tv e mi ha dato l'ispirazione...
Mi avevano dato per dispersa....
davvero!Mi sono dedicata così poco al mio blog di astronomia ultimamente... ma riprendiamo.....
dove eravamo rimasti??
Gemelli....
La costellazione è ormai di largo uso identificata con i Dioscuri, ovvero i figli di Zeus, che si era unito a Leda in sembianze di cigno.
Castore e Polluce vissero inseparabili a Sparta. Il primo era famoso come guerriero e domatore di cavalli, il secondo come il miglior pugile dei suoi tempi. Si unirono a Giasone partecipando alla spedizione degli Argonauti. Quando furono tramutati da Zeus nell'omonima costestellazione, Poseidone donò loro dei cavalli bianchi che spesso cavalcavano insieme, e il potere di salvare i naufraghi e di far spirare venti favorevoli. I marinai antichi credevano infatti che durante le bufere i Gemelli apparissero sugli alberi delle navi.
Mentre cominciano a scorgersi sempre meno le costellazioni estive, sarà invece possibile per tutto l’autunno e l’inverno, vedere (tempo permettendo) lo zodiaco alto nel cielo, soprattutto il toro e i gemelli.
Ho tralasciato un po’ il blog ultimamente, il lavoro e la tesi richiedono sempre più tempo!!! Ma sono contenta del lavoro che sto facendo e delle nuove persone che sto conoscendo...E poi per quanto riguardo il mio blog, qualche risultato personale sono riuscita a raggiungerlo. Ultimamente sono stata contattata dalla redazione del Silmarillon per una intervista...ho accettato volentieri!!!
Avete mai pensato a come vengono dati i nomi alle stelle o alle costellazioni? Quasi sicuramente parecchie di loro prendono origine dall’astronomia antica: arabi, babilonesi e anche greci naturalmente. Sarebbe interessante conoscere qualche nozione in più. Ho trovato una risposta in un archivio in cui poter inserire domande e curiosità, dove rispondono direttamente astronomi e fisici su varie argomenti in materia. Tra queste anche un’altra domanda che può rivelarsi interessante: Qual è la stella più grande?
Questa costellazione è collegata a quella del Toro perchè la stella Al Nath è in comune ad entrambe. Un'altra stella importante è Capella, che in latino significa "piccola capra". Infatti l'Auriga tiene sulle sue spalle questo animale.
I Greci identificavano questo cocchiere con due personaggi mitologici: Erittonio e Mirtilo. Erittonio figlio di Madre Terra fu allevato dalla dea Atena nel suo santuario. Successivamente cresciuto, ereditò il trono di Atene. Mirtilo figlio dell'amazzone Mirte e del dio Ermes, era il cocchiere del re Enomao. Questi non voleva dare in sposa sua figlia Ippodamia, poichè l'oracolo gli aveva predetto che sarebbe stato ucciso dal genero. Così chiunque chiedesse la mano di sua figlia veniva sfidato dal re ad una gara di bighe. Solo il pretendente vittorioso avrebbe potuto sposarla. Ma il re Enoma aveva cavalli velocissimi e usava mandare sua figlia con l'auriga del pretendente, sia per appesantire il carro ma anche affinchè Ippodamia distraesse il cocchiere. Per cui tutti i pretendenti, sconfitti, venivano uccisi. Pelope però escogitò un piano per vincere: si mise d'accordo con Mirtilo, segretamente innamorato di Ippodamia, per sabotare la biga del re. Durante la gara infatti la biga regale si ruppe e il re morì. Successivamente Mirtilo cercò di fuggire con Ippodamia, ma Pelope a questo punto gettò Mirtilo dall'alto di un promotorio facendolo precipitare in mare. L'auriga morendo scagliò una maledizione contro Pelope e il suo casato che da quel momento fu segnato da varie tragedie.
Nella costellazione del Toro è presente un altro gruppo di stelle, più precisamente sul suo muso e a forma di V: le Iadi, che significa “portatrici di pioggia”. Difatti queste erano di cattivo auspicio per agricoltori e navigatori perché anticamente la stagione delle piogge iniziava con la loro prima apparizione nel cielo e terminava con la loro scomparsa.
Ovidio raccontava di sette sorelle che piangevano, affrante dal dolore per la morte del fratello Iante, affogato in un pozzo. Le lacrime delle Iadi, per questo motivo, scendono sulla terra sotto forma di pioggia stellata.
Ma alcuni in Grecia narravano di sette ninfe, che accudirono Dioniso. Zeus lo portò appena nato in una grotta, soprattutto per nasconderlo dalle grinfie di Era, dato che il bimbo era frutto dell’ennesimo tradimento di suo marito.
Dopo aver narrato del Toro, non si può che soffermarsi sulle Pleiadi, la coroncina di stelle proprio sulla schiena dell’animale( giusta l’intuizione di Alcor).
Queste stelle erano notevolmente importanti per i navigatori dell’antichità, che attendevano la loro apparizione nel cielo primaverile, il 10 maggio, per salpare dopo l’inverno; e rientravano definitivamente nei porti con la loro scomparsa autunnale, l’11 novembre, periodo che per i Celti segnava l’incontro dei vivi con i propri antenati.
I Greci narravano che, prima di divenire stelle, le Pleiadi erano state 7 sorelle, figlie di Atlante e di Pleione. I loro nomi sono: Merope, Alcione, Taigete, Celeno, Asterope, Elettra e Maia. 
Quasi tutte si unirono a divinità generando dei ed eroi. Per esempio, Ermes sarebbe nato dall’unione di Zeus e Maia; dall'amore tra Zeus ed Elettra nacque Dardano, il capostipite della dinastia di Troia. Solo Merope sposò il mortale Sisifo.
Anche se le conosciamo come 7 stelle-sorelle, in realtà questo gruppo è molto numeroso. Con l’aiuto di un binocolo è possibile vederne almeno altre 2. Si associano spesso ad Atlante e Pleione, genitori delle ragazze, così da riunire tutta la famiglia.
Concludiamo questo “ciclo di Perseo” con l’ultimo personaggio che si intreccia con gli altri. Cefeo, come ho già accennato era re d’Etiopia, marito di Cassiopea e padre di Andromeda. Discendeva dalla ninfa Io e da Zeus.
Il poeta Arato lo definì “ l’uomo che leva in alto le mani”, intendendo così evidenziare un particolare della sua storia: un atto di supplica agli dei affinché ponessero fine alla devastazione del mostro inviato sul suo popolo da Poseidone.
Le sue stelle però sono poco luminose percui risulta un po’difficile trovare l’intera figura tra le stelle.
Un tempo Cefeo era anche identificato con il dio mediorientale della pioggia, Baal.
Ecco un’altra costellazione molto nota, ricca di fascino e facilmente individuabile per la sua caratteristica forma a W...

Cassiopea era la regina di Etiopia, moglie di Cefeo e madre di Andromeda.
Era una donna molto bella e vanitosa, al punto da voler sfidare ad una gara di bellezza le ninfe del mare,
le Nereidi.

Queste, suscettibili come dee, chiesero al dio del mare Poseidone di punire la sua arroganza. Così il dio inviò una catastrofica inondazione sul paese e fece sì che un mostro marino seminasse panico tra il suo popolo. Allora Cefeo interrogò l’oracolo per sapere come salvare il suo regno e la risposta fu che l’unico modo era offrire in sacrificio al mostro
Questo spiega, in merito al post precedente, perché Perseo trova la ragazza imprigionata.
Cassiopea fu comunque incastonata nel cielo, ma punita con la testa in giù.
Cigno, Aquila e Lira costituiscono il cosiddetto Triangolo Estivo, un vero e proprio triangolo rettangolo i cui vertici sono segnati dalle tre stelle più luminose di ciascuna costellazione (Deneb, Altair e Vega), stelle facilmente riconoscibile perché molto luminose. Il Cigno, questa bellissima costellazione emblema del volo libero, è attraversato dalla Via Lattea e ciò, oltre a costituire una caratteristica che aiuta a distinguerla, gli conferisce uno sfondo incredibilmente affascinante, costellato da una moltitudine di puntini luminosi. 
Nelle metamorfosi di Ovidio viene narrato il racconto di Leda e il cigno Zeus, per i Romani Giove. Su suggerimento di Marina83 c’è da aggiungere che dopo il loro incontro, Leda deporrà due uova, dal primo nasceranno i Gemelli Castore e Polluce, dall’altro due personaggi femminili dell’Iliade, Elena e Clitemnestra. Successivamente, Leonardo si ispirerà a questo mito, raffigurandolo in uno dei suoi dipinti più noti, purtroppo andato perso.