Esplorando il planetario

le costellazioni e i loro miti

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Blogger: erisabry
Sono una studentessa di scienze della comunicazione della Sapienza e l'idea di questo blog nasce da un mia visita, qualche anno fa, al Planetario di Roma. Grazie al progetto Blog.lab del prof. Epifani che si propone di insegnare a "costruire" e gestire un blog con tutte le sue dinamiche, ho potuto inoltrarmi in questo mondo nuovo e iniziare a conoscerlo, sperando che ne venga fuori un buon lavoro.

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sabato, 15 settembre 2007

AURIGA

aurigaQuesta costellazione è collegata a quella del Toro perchè la stella Al Nath è in comune ad entrambe. Un'altra stella importante è Capella, che in latino significa "piccola capra". Infatti l'Auriga tiene sulle sue spalle questo animale.

I Greci identificavano questo cocchiere con due personaggi mitologici: Erittonio e Mirtilo. Erittonio figlio di Madre Terra fu allevato dalla dea Atena nel suo santuario. Successivamente cresciuto, ereditò il trono di Atene. Mirtilo figlio dell'amazzone Mirte e del dio Ermes, era il cocchiere del re Enomao. Questi non voleva dare in sposa sua figlia Ippodamia, poichè l'oracolo gli aveva predetto che sarebbe stato ucciso dal genero. Così chiunque chiedesse la mano di sua figlia veniva sfidato dal re ad una gara di bighe. Solo il pretendente vittorioso avrebbe potuto sposarla. Ma il re Enoma aveva cavalli velocissimi e usava mandare sua figlia con l'auriga del pretendente, sia per appesantire il carro ma anche affinchè Ippodamia distraesse il cocchiere. Per cui tutti i pretendenti, sconfitti, venivano uccisi. Pelope però escogitò un piano per vincere: si mise d'accordo con Mirtilo, segretamente innamorato di Ippodamia, per sabotare la biga del re. Durante la gara infatti la biga regale si ruppe e il re morì. Successivamente Mirtilo cercò di fuggire con Ippodamia, ma Pelope a questo punto gettò Mirtilo dall'alto di un promotorio facendolo precipitare in mare. L'auriga morendo scagliò una maledizione contro Pelope e il suo casato che da quel momento fu segnato da varie tragedie.

postato da: erisabry alle ore 20:01 | link | commenti (1)
categorie: miti, stelle, costellazioni, atena
venerdì, 29 giugno 2007

PERSEO

Perseo, una delle costellazioni più ampie, è rappresentato nel cielo come un guerriero con in testa l'elmo capace di renderlo invisibile,
calzari alati ai piedi,in una mano l'arma di Ermes,nell'altra la testa di Medusa,in ricordo dell'impresa che lo ha reso particolarmente noto. perseo

L'uccisione della donna dalla testa di serpenti gli era stata comandata dal re Polidette, che volevo sbarazzarsi di Perseo per poter conquistare sua madre.
Le tre Gorgoni (Steno, Euriale e Medusa) oltre ai serpenti come capelli avevano zanne di cinghiale e ali d'oro per volare;
Ciò che le rendeva invincibili era il loro sguardo, così penetrante che chiunque le fissasse negli occhi, venisse pietrificato.
L'impresa per il povero Perseo risultava quindi molto ardua.

Il giovane fortunatamente venne assistito dalla dea Atena, che gli consigliò di non fissare mai Medusa direttamente negli occhi, medusama di guardarla attraverso uno scudo d'oro che gli volle donare. Anche Ermes volle fargli un dono che si sarebbe rivelato molto utile:un affilatissimo falcetto.
Successivamente Perseo riuscì a farsi consegnare dalle ninfe Stigie dei sandali alati, un elmetto che lo rendesse invisibile e un sacca per riporvi la testa di medusa. Così, non visto, si avvicinò alle Gorgoni addormentate. Giunse accanto a Medusa e con il falcetto le tagliò la testa, guardandola riflessa nello scudo lucente; dalla ferita uscirono Pegaso e il guerriero Crisaore.
A questo punto Perseo con sveltezza afferrò la testa di Medusa e la mise nella sacca, volando via grazie ai calzari alati. Con la testa di Medusa, Perseo impietrì Polidette e portò con sè sua madre
.

 

postato da: erisabry alle ore 19:45 | link | commenti (5)
categorie: pegaso, mito, medusa, costellazione, atena, ermes