Esplorando il planetario

le costellazioni e i loro miti

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Blogger: erisabry
Sono una studentessa di scienze della comunicazione della Sapienza e l'idea di questo blog nasce da un mia visita, qualche anno fa, al Planetario di Roma. Grazie al progetto Blog.lab del prof. Epifani che si propone di insegnare a "costruire" e gestire un blog con tutte le sue dinamiche, ho potuto inoltrarmi in questo mondo nuovo e iniziare a conoscerlo, sperando che ne venga fuori un buon lavoro.

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giovedì, 27 settembre 2007

CuriositĂ 

Avete mai pensato a come vengono dati i nomi alle stelle o alle costellazioni? Quasi sicuramente parecchie di loro prendono origine dall’astronomia antica: arabi, babilonesi e anche greci naturalmente. Sarebbe interessante conoscere qualche nozione in più. Ho trovato una risposta in un archivio in cui poter inserire domande e curiosità, dove rispondono direttamente astronomi e fisici su varie argomenti in materia. Tra queste anche un’altra domanda che può rivelarsi interessante: Qual è la stella più grande?

postato da: erisabry alle ore 18:54 | link | commenti (1)
categorie: astronomia, nomi, stelle, costellazioni, antichitĂ 
sabato, 15 settembre 2007

AURIGA

aurigaQuesta costellazione è collegata a quella del Toro perchè la stella Al Nath è in comune ad entrambe. Un'altra stella importante è Capella, che in latino significa "piccola capra". Infatti l'Auriga tiene sulle sue spalle questo animale.

I Greci identificavano questo cocchiere con due personaggi mitologici: Erittonio e Mirtilo. Erittonio figlio di Madre Terra fu allevato dalla dea Atena nel suo santuario. Successivamente cresciuto, ereditò il trono di Atene. Mirtilo figlio dell'amazzone Mirte e del dio Ermes, era il cocchiere del re Enomao. Questi non voleva dare in sposa sua figlia Ippodamia, poichè l'oracolo gli aveva predetto che sarebbe stato ucciso dal genero. Così chiunque chiedesse la mano di sua figlia veniva sfidato dal re ad una gara di bighe. Solo il pretendente vittorioso avrebbe potuto sposarla. Ma il re Enoma aveva cavalli velocissimi e usava mandare sua figlia con l'auriga del pretendente, sia per appesantire il carro ma anche affinchè Ippodamia distraesse il cocchiere. Per cui tutti i pretendenti, sconfitti, venivano uccisi. Pelope però escogitò un piano per vincere: si mise d'accordo con Mirtilo, segretamente innamorato di Ippodamia, per sabotare la biga del re. Durante la gara infatti la biga regale si ruppe e il re morì. Successivamente Mirtilo cercò di fuggire con Ippodamia, ma Pelope a questo punto gettò Mirtilo dall'alto di un promotorio facendolo precipitare in mare. L'auriga morendo scagliò una maledizione contro Pelope e il suo casato che da quel momento fu segnato da varie tragedie.

postato da: erisabry alle ore 20:01 | link | commenti (1)
categorie: miti, stelle, costellazioni, atena
martedì, 04 settembre 2007

ORIONE

Ho già parlato del cacciatore celeste in un altro post, riguardo la vicenda dello scorpione.

Questa grande costellazione è visibile nel nostro emisfero solo nel periodo autunnale e invernale ed è facilmente riconoscibile per la sua “cintura” di 3 stelle allineate diagonalmente.

 orione2

Orione era appunto un bellissimo e possente cacciatore, figlio del dio del mare Poseidone e di Euriale, figlia di Minosse.

Uno dei molti miti sulla sua storia racconta che il giovane si innamorò di Merope, figlia del re Enopione che gli aveva chiesto di liberare la città di Chio dalle belve. Durante una festa in questa città, Orione, ebbro di vino, abusò della fanciulla. Il re allora, per punire il gesto sacrilego del cacciatore, lo fece accecare. Disperato, il giovane si recò da Efesto che gli diede un bimbo come guida affinché lo accompagnasse ai confini del mondo, regno notturno di Elio, il sole. Questi fu talmente colpito dalla bellezza di Orione che lo guarì e volle passare con lui l’intera notte.

postato da: erisabry alle ore 18:54 | link | commenti (1)
categorie: mito, orione, costellazione
domenica, 02 settembre 2007

Una Poesia anche per voi

Occorre volare in questo tempo, dove?
Senz'ali, senz'aereo, volare indubbiamente:
ormai i passi passarono senza rimedio,
non elevarono i piedi del viandante.

Occorre volare a ogni istante come
le aquile, le mosche e i giorni,
occorre vincere gli occhi di Saturno
e stabilire lì nuove campane.

Ormai non bastan più scarpe né strade,
ormai non serve la terra agli erranti,
ormai attraversaron la notte le radici,

e tu apparisti in altra stella
determinatamente transitoria,
trasformata alla fine in un papavero
.

                                                  Pablo Neruda

Vi voglio ricordare così...sempre nei miei pensieri... e ogni volta che ne sentirò il bisogno...guarderò le vostre stelle brillare più forti... e vi troverò nel mio cuore....

postato da: erisabry alle ore 00:11 | link | commenti (1)
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