Una serata diversa, divertente e interessante. Un tuffo tra passato e presente!

Era un po’ che volevo visitare le Terrazze di Castel Sant'Angelo!
Se si pensa che l’unica volta che sono entrata facevo le elementari… 
Comunque iniziamo la serata...con le scale (bisogna farne parecchie!)
Al primo piano ci sono ballerine di danza del ventre…magari prima o poi mi diletterò anch’io!!! Dopo…spettacolo veramente carino del clown Rufino che mangiava la carta igienica!
Al secondo piano musica folk e cabaret… tutto intorno al bastione bar e centri di ristoro dove, ad esempio, si possono acquistare piccoli coni gelato alla modica cifra di 3 €. Forse non ne guadagna il portafogli, ma in compenso la vista è incorniciata da piccole fessure che si affacciano su S.Pietro e Trastevere.In più c'è la mostra "Oro di Roma"(da ammirare...i gioielli sembrano d'altri tempi!)
Dulcis in fundo, si arriva sopra alla terrazza più alta dove si vede molto bene la maestosità dell’Arcangelo. E anche qui il panorama è spettacolare… si vede molto del centro storico, dal Vittoriano al Gianicolo.
Unica pecca: il passetto è in restauro!!!
Nella costellazione del Toro è presente un altro gruppo di stelle, più precisamente sul suo muso e a forma di V: le Iadi, che significa “portatrici di pioggia”. Difatti queste erano di cattivo auspicio per agricoltori e navigatori perché anticamente la stagione delle piogge iniziava con la loro prima apparizione nel cielo e terminava con la loro scomparsa.
Ovidio raccontava di sette sorelle che piangevano, affrante dal dolore per la morte del fratello Iante, affogato in un pozzo. Le lacrime delle Iadi, per questo motivo, scendono sulla terra sotto forma di pioggia stellata.
Ma alcuni in Grecia narravano di sette ninfe, che accudirono Dioniso. Zeus lo portò appena nato in una grotta, soprattutto per nasconderlo dalle grinfie di Era, dato che il bimbo era frutto dell’ennesimo tradimento di suo marito.
Dopo aver narrato del Toro, non si può che soffermarsi sulle Pleiadi, la coroncina di stelle proprio sulla schiena dell’animale( giusta l’intuizione di Alcor).
Queste stelle erano notevolmente importanti per i navigatori dell’antichità, che attendevano la loro apparizione nel cielo primaverile, il 10 maggio, per salpare dopo l’inverno; e rientravano definitivamente nei porti con la loro scomparsa autunnale, l’11 novembre, periodo che per i Celti segnava l’incontro dei vivi con i propri antenati.
I Greci narravano che, prima di divenire stelle, le Pleiadi erano state 7 sorelle, figlie di Atlante e di Pleione. I loro nomi sono: Merope, Alcione, Taigete, Celeno, Asterope, Elettra e Maia. 
Quasi tutte si unirono a divinità generando dei ed eroi. Per esempio, Ermes sarebbe nato dall’unione di Zeus e Maia; dall'amore tra Zeus ed Elettra nacque Dardano, il capostipite della dinastia di Troia. Solo Merope sposò il mortale Sisifo.
Anche se le conosciamo come 7 stelle-sorelle, in realtà questo gruppo è molto numeroso. Con l’aiuto di un binocolo è possibile vederne almeno altre 2. Si associano spesso ad Atlante e Pleione, genitori delle ragazze, così da riunire tutta la famiglia.
L’immagine della costellazione del Toro è incompleta dato che raffigura solamente la parte anteriore dell’animale (come Pegaso). Alcuni astronomi pensano che la parte posteriore sia stata destinata alla costellazione dell’Ariete.
Anticamente le stelle del Toro furono venerate già nell’antico Egitto poiché Osiride, il dio-toro del regno dei morti era identificato con questa costellazione.
Nel mito greco compaiono due storie che riguardano il lussurioso Zeus. Quella di Io, che il padre degli dei mutò in giovenca così da nascondere ad Era la causa del tradimento.
E quella di Europa, la figlia del re fenicio Agenore, che secondo Igino, venne avvicinata da Zeus in sembianze di Toro e la trasportò sulla sua groppa fino a Creta dove poi la sedusse.
Il dio del vino Dioniso era spesso identificato con il simbolo del toro, infatti durante la sue sfarzose feste un toro veniva addobbato con fiori e accompagnato da fanciulle danzanti.Mentre, una notte, se n'annava a spasso,
più lungo della gamba e cascò giù
co' la casa vortata sottinsu.
un Rospo je strillo: " Scema che sei!
Queste sò scappatelle
che costeno la pelle..."
" Lo so " rispose lei.
" Ma, prima de morì, vedo le stelle "
Trilussa
Ormai sono arrivata lontano in questo lungo viaggio tra le stelle (se pensiamo a quanto sono distanti da noi!)…
o meglio, seguendo l’eclittica delle 12 costellazioni zodiacali sono quasi al punto di partenza!
Sono molte le costellazioni di cui ho raccontato…un po’ di nostalgia comincio ad averla se penso che non ne mancano molte…
Comunque oggi ho voglia di fare qualcosa di diverso... così ho voluto aprire il post con una citazione di Trilussa… tanti sono affascinati dal cielo notturno…nemmeno una tartaruga rinuncia al fascino delle stelle!
D’altronde godersi lo splendido spettacolo di una mappa del cielo permette di prenderci una pausa dalla frenetica quotidianità, ci trasmette tranquillità, fascino, stupore, riflessione(l’ideale è lontano dal caos e dalle luci della città)…o forse ci permette solamente di esprimere un desiderio…
Concludiamo questo “ciclo di Perseo” con l’ultimo personaggio che si intreccia con gli altri. Cefeo, come ho già accennato era re d’Etiopia, marito di Cassiopea e padre di Andromeda. Discendeva dalla ninfa Io e da Zeus.
Il poeta Arato lo definì “ l’uomo che leva in alto le mani”, intendendo così evidenziare un particolare della sua storia: un atto di supplica agli dei affinché ponessero fine alla devastazione del mostro inviato sul suo popolo da Poseidone.
Le sue stelle però sono poco luminose percui risulta un po’difficile trovare l’intera figura tra le stelle.
Un tempo Cefeo era anche identificato con il dio mediorientale della pioggia, Baal.
Ecco un’altra costellazione molto nota, ricca di fascino e facilmente individuabile per la sua caratteristica forma a W...

Cassiopea era la regina di Etiopia, moglie di Cefeo e madre di Andromeda.
Era una donna molto bella e vanitosa, al punto da voler sfidare ad una gara di bellezza le ninfe del mare,
le Nereidi.

Queste, suscettibili come dee, chiesero al dio del mare Poseidone di punire la sua arroganza. Così il dio inviò una catastrofica inondazione sul paese e fece sì che un mostro marino seminasse panico tra il suo popolo. Allora Cefeo interrogò l’oracolo per sapere come salvare il suo regno e la risposta fu che l’unico modo era offrire in sacrificio al mostro
Questo spiega, in merito al post precedente, perché Perseo trova la ragazza imprigionata.
Cassiopea fu comunque incastonata nel cielo, ma punita con la testa in giù.
A pochi “passi” da Pers
eo troviamo sua moglie Andromeda. Il valoroso eroe per conquistare la sua amata si trovò costretto ad affrontare un’altra grande impresa.
Andromeda era stata incatenata ad una roccia a picco sul mare; lasciata al suo triste destino per essere divorata da un mostro degli abissi.
Perseo, di ritorno dopo aver ucciso Medusa, volando con i suoi calzari alati, la vide e si innamorò subito di lei, tanto era bella.
Cercò allora di avvicinarsi alla giovane donna, ma in quel momento spuntò dalle profondità del mare una creatura mostruosa. Suo padre Cefeo e sua madre Cassiopea si trovavano lì impotenti e in lacrime.
Perseo allora chiese a suo padre la mano della giovane:se fosse riuscito a liberarla e ad uccidere il mostro, avrebbe sposato Andromeda.
Cefeo acconsentì, così il ragazzo resosi invisibile grazie all’elmo di Ermes, riuscì ad uccidere quella creatura marina con il suo falcetto. A questo punto volò da Andromeda per liberarla dalle catene e la fanciulla, affascinata dal suo bel salvatore fu felice di sposarlo.