Esplorando il planetario

le costellazioni e i loro miti

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Blogger: erisabry
Sono una studentessa di scienze della comunicazione della Sapienza e l'idea di questo blog nasce da un mia visita, qualche anno fa, al Planetario di Roma. Grazie al progetto Blog.lab del prof. Epifani che si propone di insegnare a "costruire" e gestire un blog con tutte le sue dinamiche, ho potuto inoltrarmi in questo mondo nuovo e iniziare a conoscerlo, sperando che ne venga fuori un buon lavoro.

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venerdì, 29 giugno 2007

PERSEO

Perseo, una delle costellazioni più ampie, è rappresentato nel cielo come un guerriero con in testa l'elmo capace di renderlo invisibile,
calzari alati ai piedi,in una mano l'arma di Ermes,nell'altra la testa di Medusa,in ricordo dell'impresa che lo ha reso particolarmente noto. perseo

L'uccisione della donna dalla testa di serpenti gli era stata comandata dal re Polidette, che volevo sbarazzarsi di Perseo per poter conquistare sua madre.
Le tre Gorgoni (Steno, Euriale e Medusa) oltre ai serpenti come capelli avevano zanne di cinghiale e ali d'oro per volare;
Ciò che le rendeva invincibili era il loro sguardo, così penetrante che chiunque le fissasse negli occhi, venisse pietrificato.
L'impresa per il povero Perseo risultava quindi molto ardua.

Il giovane fortunatamente venne assistito dalla dea Atena, che gli consigliò di non fissare mai Medusa direttamente negli occhi, medusama di guardarla attraverso uno scudo d'oro che gli volle donare. Anche Ermes volle fargli un dono che si sarebbe rivelato molto utile:un affilatissimo falcetto.
Successivamente Perseo riuscì a farsi consegnare dalle ninfe Stigie dei sandali alati, un elmetto che lo rendesse invisibile e un sacca per riporvi la testa di medusa. Così, non visto, si avvicinò alle Gorgoni addormentate. Giunse accanto a Medusa e con il falcetto le tagliò la testa, guardandola riflessa nello scudo lucente; dalla ferita uscirono Pegaso e il guerriero Crisaore.
A questo punto Perseo con sveltezza afferrò la testa di Medusa e la mise nella sacca, volando via grazie ai calzari alati. Con la testa di Medusa, Perseo impietrì Polidette e portò con sè sua madre
.

 

postato da: erisabry alle ore 19:45 | link | commenti (5)
categorie: pegaso, mito, medusa, costellazione, atena, ermes
lunedì, 25 giugno 2007

ARIETE

arieteA proposito dell’origine di questa costellazione, Igino racconta nell’Astronomia che Dioniso, durante l’invasione dell’Africa era giunto con il suo esercito in un deserto.  I suoi soldati erano assetati e quasi allo stremo,  quando videro un ariete. Si trattava forse di un miraggio?

Comunque alcuni di loro si lanciarono al suo inseguimento…non riuscirono a raggiungerlo, ma si ritrovarono vicino ad una sorgente d’acqua.

Dioniso vi condusse tutto l’esercito e in quello stesso luogo fece erigere un tempio con una statua dell’ariete. Decise successivamente di farne il primo segno zodiacale perché era stato la migliore guida del suo esercito in un momento difficile e lo pose tra le costellazioni.

Il mito più popolare si rifà alla vicenda dell’ariete dal vello d’oro, che è narrata ampiamente qui.
postato da: erisabry alle ore 19:42 | link | commenti
categorie: miti, zodiaco, dioniso, costellazione
venerdì, 22 giugno 2007

Notti d'estate

Siamo ufficialmente nella stagione calda: ieri, 21 giugno, era il solstizio d’estate. La stagione che si presta maggiormente alle serate a testa in suS.Lorenzo a parte, il clima lo consente, il cielo è spesso sgombro di nubi, la temperatura, se soffia una leggera brezza, diventa ideale. Perciò se si ha l’occasione, perché non lasciarsi affascinare dalla notte stellata?

18223 

Mi rendo conto che tra stelle poco luminose e luci artificiali la visibilità non è ottimale, nonostante questo però, andare in terrazzo, sdraiarmi in giardino o meglio su una spiaggia a godermi il panorama, mi rilassa, mi trasmette tranquillità e diviene occasione per riflettere, pensare o…non pensare.

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postato da: erisabry alle ore 19:52 | link | commenti
categorie: pensieri, emozioni, estate
mercoledì, 20 giugno 2007

PEGASO

pegaso3

E’ una costellazione (tra le mie preferite) piuttosto grande, posta sopra i Pesci e riconoscibile dal caratteristico quadrato, o meglio trapezio che ne identifica parte del corpo, dato che questo animale fantastico è rappresentato solamente nella sua parte anteriore e a “testa” in giù, cioè capovolto rispetto alle costellazioni vicine.

Secondo la leggenda, Pegaso nacque dall’unione tra Poseidone e Medusa, più precisamente balzò fuori dal collo della madre. Poi volò fino al monte Elicona, dove con un colpo di zoccolo fece sgorgare la cosiddetta Sorgente delle Muse, luogo in cui  queste dee andavano a dissetarsi trovando lì la loro ispirazione poetica e musicale. Per questo Pegaso era considerato l’emblema dell’immaginazione creativa, del furore poetico.

 pegaso1

Un giorno Pegaso venne catturato dal giovane Bellerofonte a cui era stato ordinato di uccidere la Chimera. Per riuscire nell’impresa, il ragazzo cavalcò il cavallo alato e la colpì, ferendola a morte.

Soddisfatto volò sul monte Olimpo, ma Zeus lo punì per aver osato raggiungere un luogo sacro e interdetto ai mortali. Bellerofonte allora venne scaraventato giù, finendo in un roveto. Ormai zoppo e moribondo vagò in solitudine fino alla morte.

In quanto a Pegaso, Zeus se ne servì per trasportare le sue folgori. Infine lo trasferì tra le stelle celesti.

postato da: erisabry alle ore 12:26 | link | commenti (1)
categorie: grecia, pegaso, mito, costellazione
sabato, 16 giugno 2007

PESCI

La costellazione riproduce le figure di due pesci che nuotano in direzioni diverse ma che sono uniti da una corda: la stella Al Rischa.

Per spiegare la “nascita” dei Pesci bisogna far riferimento ad un altro mito.pesci

Nel Capricorno ho “parlato” del dio Pan e della guerra tra gli dei e Tifone. Ovidio riprende questo mito per spiegare l’origine della costellazione dei Pesci: per sfuggire al mostro, Afrodite e suo figlio Eros si tuffarono nel mare e invocarono le Nereidi, ninfe dell’oceano. Queste inviarono in loro soccorso due pesci gemelli che li ressero a galla scortandoli fino alla terraferma.

Secondo Eratostene invece, la costellazione rappresentava un unico pesce, la dea siriana Derke,  metà pesce e metà donna.

postato da: erisabry alle ore 17:04 | link | commenti (4)
categorie: pan , zodiaco, pesci, mito, costellazione
giovedì, 14 giugno 2007

DELFINO

Il Delfino è una piccola e poco luminosa costellazione al fianco dell’Aquila, riconoscibile dalla forma  a rombo.

Come tutte le costellazioni anche questa ha qualcosa da "raccontare"...

 Delfino

Il delfino era conosciuto fin dall’antichità per le sue grandi doti di animale intelligente e socievole, e per la sua sacralità al dio Apollo. Egli infatti quando decise di scegliere i suoi sacerdoti per il tempio di Delfi, prese le sembianze di un delfino e salì su una nave di mercanti, a lui devoti, conducendoli fino all’oracolo. Qui li invitò a prendere in custodia il tempio in suo onore invocandolo con il nome di Delfinio e venerandolo in eterno.

Lo stesso figlio di Apollo, Icadio deve la sua vita ad un delfino che lo salvò durante un naufragio. Per questo poi venne fondata la città di Delfi.

 

La sua presenza tra le costellazioni si deve però a Poseidone. Il dio del mare innamoratosi della ninfa Anfitrite chiese ad un certo Delfino di convincere la fanciulla a sposarlo. Questi fu così abile nel persuaderla che Poseidone volle ringraziarlo incastonandolo nel cielo.

 

postato da: erisabry alle ore 18:56 | link | commenti
categorie: miti, apollo, costellazione
lunedì, 11 giugno 2007

ACQUARIO

Questa costellazione è rappresentata dalla figura di un uomo che tiene con il braccio un’anfora dalla quale sgorga dell’acqua.

E’ affascinante tutta questa fantasia da un raggruppamento così strano di stelle! acquario

Nell’antica Grecia, c’era chi lo identificava con Cecrope, il primo re di Atene che visse prima della scoperta del vino, quando si usava l’acqua per i sacrifici agli dei. Questo spiegherebbe il perché venga raffigurato nell’atto di versare dell’acqua.

Secondo l’opinione astromitologica prevalente, potrebbe essere Ganimede, giovane e bellissimo coppiere degli dei. Di talmente rara bellezza che anche il divino Zeus perse la testa per lui. Si tramutò così in Aquila per rapirlo e tenerlo con sé. Poi lo immortalò tra le costellazioni, a poca distanza dall’Aquila, sacra al padre degli dei.

postato da: erisabry alle ore 19:48 | link | commenti (2)
categorie: grecia, miti, storia, costellazione
domenica, 10 giugno 2007

Approfondimenti

Cigno, Aquila e Lira costituiscono il cosiddetto Triangolo Estivo, un vero e proprio triangolo rettangolo i cui vertici sono segnati dalle tre stelle più luminose di ciascuna costellazione (Deneb, Altair e Vega), stelle facilmente riconoscibile perché molto luminose. Il Cigno, questa  bellissima costellazione emblema del volo libero, è attraversato dalla Via Lattea e ciò, oltre a costituire una caratteristica che aiuta a distinguerla, gli conferisce uno sfondo incredibilmente affascinante, costellato da una moltitudine di puntini luminosi. Leonardo da vinci

 

Nelle metamorfosi di Ovidio  viene narrato il racconto di Leda e  il cigno Zeus, per i Romani Giove. Su suggerimento di Marina83 c’è da aggiungere che dopo il loro incontro, Leda deporrà due uova, dal primo nasceranno i Gemelli Castore e Polluce, dall’altro due personaggi femminili dell’Iliade, Elena e Clitemnestra. Successivamente, Leonardo si ispirerà a questo mito, raffigurandolo in uno dei suoi dipinti più noti, purtroppo andato perso.

postato da: erisabry alle ore 13:37 | link | commenti (1)
categorie: commenti, cigno, stelle, costellazioni, aquila, lira, leda
giovedì, 07 giugno 2007

CIGNO

cignoAccanto alla Lira e l’Aquila troviamo la costellazione del Cigno, riconoscibile per la forma a croce.

Era l'animale sacro ad Afrodite che spesso veniva ritratta in compagnia di questi bellissimi volatili.

Secondo Igino, questa potrebbe rappresentare Orfeo, immortalato in sembianze alate al fianco della sua lira.

Il cigno, mitologicamente parlando, incarna un travestimento di Zeus escogitato per le sue avventure amorose.

In una prima versione del mito, il padre degli dei, per conquistare Nemesi, dea della vendetta, ordinò ad Afrodite di tramutarsi in aquila mentre egli diveniva un cigno.

 Il cigno Zeus, fingendo di sfuggire all’aquila Afrodite, si rifugiò sul seno di Nemesi che lo abbracciò con tenerezza. Poi quando la dea si addormentò, il dio si approfittò della situazione e si unì a lei. Successivamente pose vicine le due costellazioni, Cigno ed Aquila, in ricordo della sua scappatella.

In un’altra versione del mito, Il cigno Zeus aveva sedotto Leda, regina di Sparta, generando i gemelli Castore e Polluce.Correggio

postato da: erisabry alle ore 18:38 | link | commenti (3)
categorie: afrodite, miti, costellazione
martedì, 05 giugno 2007

LIRA

 

Di fronte ad Ercole, c’è la costellazione della Lira, considerata dagli antichi greci lo strumento suonato da Orfeo, il figlio del re tracio Eagro e di Calliope, musa della poesia. Le muse avevano insegnato l’arte musicale al ragazzo che suonando e cantando riusciva ad ammaestrare le bestie più feroci. lyraLa lira gli fu donata da Apollo, che aveva patteggiato con Ermes per averla al posto di una mandria di mucche. Ermes, infatti, costruì la prima lira quando era ancora neonato: prese una tartaruga e con il suo guscio e degli intestini animali, usati come corde, fabbricò  lo strumento. Successivamente scatenò l’ira di Apollo sottraendogli cinquanta mucche di sua proprietà. Quando il dio lo trovò per punirlo, il piccolo Ermes si ricordò della sua lira e suonò una musica così dolce da far calmare Apollo, che gli propose di avere la lira, in cambio della mandria.

 

 

postato da: erisabry alle ore 19:15 | link | commenti
categorie: mito, orfeo, costellazione