


e delle Muse; per questo era spesso in loro compagnia e furono proprio queste che chiesero a Zeus di elevarlo tra le costellazioni celesti. Il padre degli dei le accontentò, ma volendo ricordare tutte le sue abilità in un’ unica immagine, gli attribuì gambe di cavallo perché praticava ottimamente l’equitazione; gli fissò una coda di satiro in ricordo del padre Pan; e gli pose tra le mani un arco e una freccia per le sue eccellenti doti di cacciatore.
La costellazione, vicina a quella dello scorpione, raffigura un uomo che tiene tra le mani un serpente, Ofiuco per l’appunto significa “colui che tiene il serpente”. Ma chi è questo personaggio? Le ipotesi sono molte:
secondo l’opinione prevalente nell’antichità si tratterebbe di Carnabone, re dei Geti che viveva nella Tracia . Igino lo identifica invece con Ercole, mentre alcuni astronomi lo indicano come Asclepio, per i romani Esculapio, celebrato negli inni omerici come “risanatore dei morbi”.
Il mito da cui è originata la costellazione narra che Asclepio, un giorno, stava riflettendo su come resuscitare Glauco, figlio di Minosse, annegato in una giara colma di miele mentre stava inseguendo un topo(:-P); quando improvvisamente un serpente tentò di attaccarlo. Egli lo strinse tra le mani uccidendolo. Poco dopo sopraggiunse un altro serpentello con in bocca un erba che pose sulla testa del serpente appena morto, facendolo tornare in vita. Poi i due rettili fuggirono lasciando lì l’erba miracolosa. Così Asclepio la utilizzò subito per far risuscitare Glauco.
La costellazione dello scorpione è caratterizzata da un arco
stellato che ricorda molto la coda di questo animale.
Il riferimento alla sua vicenda mitica è strettamente vincolato al mito di Orione, il grande cacciatore celeste.
Si narra che Apollo, dio del sole e della musica, invidioso della bellezza e popolarità di Orione, si recò dalla Madre Terra narrandole di come questo si vantasse di poter uccidere qualsiasi animale o creatura. Questa, sdegnata, gli scagliò contro un velenoso scorpione.
Il cacciatore si difese prima con le frecce, poi con la spada; ma quando si accorse che l’animale era invulnerabile e che l’unica via di salvezza rimaneva la fuga, si tuffò in mare nuotando verso Delo, sperando nella protezione della sua amante Eos, l’Aurora.
Apollo, a questo punto, chiamò sua sorella Artemide e le disse che un certo Candaone (soprannome di Orione) aveva tentato di sedurre una delle sue sacerdotesse. Le indicò il punto dove questo si trovava e la sfidò a colpirlo con una delle sue frecce.
Artemide scoccò la freccia colpendo il capo del cacciatore, e ignara di chi egli fosse veramente e dell’ingan
no del fratello, raggiunse la sua vittima a nuoto. Quando si sincerò di quello che aveva appena fatto, pianse pregando affinché il giovane fosse riportato in vita.
Purtroppo Asclepio, il guaritore venne colto da una folgore di Zeus proprio nel momento in cui udì le preghiere della dea. Così ad Artemide non rimase altro da fare che porre tra le stelle l’immagine di Orione, eternamente inseguito dallo scorpione.
Infatti le due costellazioni eterne nemiche sono poste l’una di fronte l’altra.
(non saprei che scegliere tra la casina delle civette e il casino nobile!)
ho dimenticato la macchinetta fotografica!)
Il mito a cui ho fatto riferimento in questo post è uno solo tra quelli legati alla figura dell'Inginocchiato celeste... Igino ad esempio, data la vicinanza della costellazione del drago (proprio sotto di lui), ha ipotizzato che Ercole avesse combattuto contro di esso. La sua raffigurazione nelle stelle sarebbe quindi il momento in cui l'eroe schiaccia con il piede la testa del drago.

narra che durante la sua decima fatica, l'eroe rubò i buoi al gigante Gerione, che abitava nell'isola Erizia, ai confini dell'allora mondo occidentale(le colonne d'Ercole appunto!)Ho notato con piacere che nel commento al post sulla costellazione dell'orsa minore, Marina83 ha dato un'altra interpretazione al mito ( che posto qui):
...affinchè Crono non potesse trovare il figlio nè in cielo nè in terra, quest'ultimo viene tenuto in una culla appesa ad un albero e controllata dai Cureti, guardiani armati figli di Rea. Ma Crono, nonostante avesse mangiato una pietra, che Rea aveva spacciato per il figlio, col tempo comincia a sospettare la verità e si mette all'inseguimento di Zeus, il quale trasformò se stesso in serpente e le nutrici in orse. Per questo brillano in cielo le costellazioni del Serpente e delle Orse. ;)
E' medio-piccola come costellazione e debole per luminosità. Non meno importante però, dato che Giulio Cesare, si dice, vi tenesse particolarmente ; infatti,
si era fatto ritrarre in alcune monete con una bilancia in mano, con allusione al suo spirito dispensatore di giustizia.
Perciò questa figura tende ad incarnare l'equità, l'equilibrio in tutte le cose. D'altronde è vicina alla costellazone della vergine, la giustizia che
tiene sollevati i piatti della bilancia con armonica imparzialità.
Di conseguenza il mito fa riferimento ad Armonia, figlia di Afrodite o meglio conosciuta Venere, dea della bellezza e dell'amore.
Su di lei non c'è un vera e propria storia da raccontare ( ma per chi ne fosse a conoscenza ogni interpretazione è ben accetta!), ma a quanto pare Armonia sposò
Cadmo, re di Tebe. Come dono di nozze ebbe una veste cucita dalle Cariti, dee della grazia e una collana fabbricata da Efesto, il fabbro dell' Olimpo figlio di Zeus e dio del fuoco.
Questi doni tuttavia portarono sfortuna ai discendendenti... tra loro c'è il "disgraziato" Edipo, che si macchiò di patricidio ed incesto.
